La STA.VE.CO. è un'area militare dismessa che si trova nella zona sud della città, accanto ai Giardini Margherita, nel punto in cui la collina incontra il centro storico.
L'area, che misura circa 9 ettari, metà dei quali occupati da edifici militari dismessi, è di proprietà dello Stato ed è stata utilizzata per scopi militari dalla fine dell'800 fino al 2003, dapprima come laboratorio pirotecnico, poi come arsenale militare, poi come officina di manutenzione e riparazione di mezzi corazzati (ORMEC, dal 1978 STA.VE.CO. ovvero Stabilimento per i Veicoli da Combattimento).

La STA.VE.CO. fa parte dei 19 compendi ex militari dismessi presenti a Bologna e inseriti nel Programma Unitario di Valorizzazione (PUV) promosso dallo Stato e concordato con il Comune di Bologna. Grazie al PUV le 19 aree dismesse saranno oggetto di una operazione di riqualificazione urbana e potranno essere restituite alla città, ciascuna con modalità e percorsi attuativi diversi.

Per la valorizzazione della STA.VE.CO. il Comune di Bologna ha siglato un accordo con l'Università di Bologna: l'area diventerà un polo di attrazione internazionale per la comunità accademica e una nuova porta di accesso alla collina a servizio di tutta la città.
Il progetto complessivo, elaborato dall'Università, riguarderà in particolare il recupero e la valorizzazione degli immobili di interesse storico artistico (dichiarati tali dal Ministero per i beni e le attività culturali) per le funzioni universitarie (didattica, servizi agli studenti, centri di formazione di eccellenza, ecc.), la realizzazione di un sistema di verde pubblico che connetta il centro della città con la collina (e in particolare con il parco pubblico di San Michele in Bosco e con l'Istituto Ortopedico Rizzoli) e l'ampliamento del parcheggio pubblico già esistente.

Il progetto recepisce le indicazioni del PUV che prevede il riuso della maggior parte degli edifici esistenti. 

Nel febbraio 2015 un nuovo accordo tra il Demanio (proprietario dell'area) ha individuato il fondo immobiliare come strumento per finanziare l'operazione di sviluppo.  L'università sta ora lavorando sul masterplan del progetto che prevede il riuso di molti degli edifici esistenti. Sarà possibile edificare nuovi volumi solo per sostituire edifici di scarso interesse storico-architettonico eventualmente demoliti per raggiungere una superficie di costruzione di circa 45.000 mq.

Dati
> Superficie dell'area: circa 90.000 m²
> Edificabilità complessiva prevista dal PUV: 40.000 m²

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